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14 - 20 APRILE 2008

PELLEGRINAGGIO DIOCESANO A LOURDES

22 APRILE 2008
ore 19.30 - Riunione Giornalino (Salone Parocchiale)

29 APRILE 2008
ore 19.00 - Consegna delle immagini della Madonna per la Peregrinatio Mariae del Mese di Maggio
(Chiesa Parrocchiale San Ciriaco)

1-2-3 MAGGIO 2008
ore 19.00 - Triduo in onore della B.V. Maria del Rosario (Chiesa S. Maria di Costantinopoli)

4 MAGGIO 2008
Con la prima domenica di Maggio, cambia l’orario delle Messe del mattino, pertanto:
Prima Messa: ore 7.30
Seconda Messa: ore 10.00
Messa Vespertina: ore 19.00 (Feriali e Festivi)

ore 17.30 - Processione con la statua della B.V. Maria del Rosario. Al termine Solenne Santa Messa
(Chiesa Santa Maria di Costantinopoli)

5-6-7 MAGGIO 2008
ore 19.00 - Triduo in onore di San Michele Arcangelo
(Chiesa S. Maria di Costantinopoli)

8 MAGGIO 2008
FESTA DI SAN MICHELE ARCANGELO

ore 7.30 - Santa Messa (Chiesa S. Maria di Costantinopoli)
Al termine processione verso l’Eremo.
ore 10.00 - Santa Messa all’Eremo
ore 17.30 - Processione. Al termine solenne Santa Messa (Chiesa S. Maria di Costantinopoli)

Torta e coro «Happy birthday» per festeggiare il compleanno

Uno spontaneo «Happy birthday to you» è stato cantato al Papa dalla folla riunita nel prato sud della Casa Bianca dopo gli inni della Santa Sede e americano suonati dalla banda dei Marines. Il Papa ha sorriso ed ha rivolto un cenno di ringraziamento per gli auguri improvvisati in occasione del suo 81mo compleannoi. La cerimonia per il Pontefice è poi proseguita con una sfilata della banda militare dei flauti e dei tamburi in costume settecentesco. Bush ha offerto una torta a più strati.

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Torta di cioccolato per gli 81 anni

Il Papa ha festeggiato gli 81 anni con un pranzo alla Nunziatura di Washington dove si è mangiato all’italiana e dove la torta al cioccolato riproduceva il Vaticano. Al pranzo hanno partecipato i membri della sua delegazione, il personale della Nunziatura e una quindicina di cardinali. La responsabilità di fornire il cibo è stata affidata al Caffè Milano. Il pranzo è stato preparato dallo chef italiano Fabio Salvatore.

© Copyright L’Eco di Bergamo, 17 aprile 2008

Quest’anno la corale polifonica di San Ciriaco diretta dal maestro Carlo De Maria festeggia i suoi vent’anni di attività.
La corale polifonica San Ciriaco, è sorta nel 1988 come polifonia, ma già nel 1985 era nata come coro parrocchiale per volere del nostro ex parroco Don Vincenzo Capozzi e del maestro, Carlo De Maria. Inizialmente era composta da pochi elementi (circa 10) ed i brani venivano cantati tutti ad una voce. Composto da tutti giovani, il coro ha apportato un notevole contributo alla celebrazione domenicale principale (considerata, la messa dei giovani). Con il passare del tempo, il coro si è arricchito di più persone, per cui si è potuto organizzare una vera e propria corale polifonica. La corale ha cominciato a partecipare a varie rassegne come a Pietrelcina, Benevento, Vitulano, Foglianise e Circello, riscuotendo già alle prime uscite un discreto successo. In seguito è stata invitata a concerti natalizi in vari paesi della provincia. Ha partecipato anche a manifestazioni e celebrazioni importanti come la beatificazione di Padre Pio celebrata dal Papa Giovanni Paolo II in San Pietro, e la santificazione del Beato Crescitelli, nonchè alla messa celebrata in Benevento dal Card. Martino in memoria del Martirio di san Gennaro, in occasione delle celebrazioni dell’anno Januariano. Attualmente la corale è composta da circa 30 elementi, ma nel ventennio si sono avvicendati circa una cinquantina di persone e, in particolar modo, il settore dei contralti era la sezione dove si verificavano maggiori variazioni. Solo negli ultimi anni si è avuto un assestamento e i coristi sono per lo più gli stessi. Anche per questo è stato ottenuto un notevole livello qualitativo: infatti da circa due anni si eseguono brani a cappella, dove, in mancanza di base musicale, è molto difficile mantenere tonalità giuste e coralità; proprio grazie a questi brani la corale ha riscosso molto successo. Attualmente, oltre ad animare la messa domenicale, la corale è impegnata a provare i brani che presenterà al concerto del 2O° anniversario della nascita, che avrà luogo presumibilmente a fine maggio, inizi di giugno.

di Ermelinda Vetrone

GIOIA ZAMPELLI

LORENZO COLUMBRO

Auguri di una vita santa

di Amelia Vetrone

MICHELE SANFELICE

ANGELO PANNILLO

MARIA ANTONIA DE CICCO

“L’eterno riposo dona loro, o Signore!”

5.jpg Avrà luogo, domenica 28 Marzo 2008, la Benedizione del nuovo impianto di suoneria della torre orologiaia di San Nicola, posta al fianco dell’omonima chiesa. A dare l’avvio simbolico al nuovo congegno, sarà il sig. Mariano Giovanni Russo, che ha custodito e curato per molti anni il vecchio congegno.

Ecco il programma:

Programma

Il Parroco, Don Nicola Della Pietra e l’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche della Parrocchia San Ciriaco di Foglianise, augura una

Buona e Santa Pasqua.

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Resurrexi, et adhuc tecum sum. Alleluia! - Sono risorto, sono sempre con te. Alleluia!”. Cari fratelli e sorelle, Gesù crocifisso e risorto ci ripete oggi quest’annuncio di gioia: è l’annuncio pasquale. Accogliamolo con intimo stupore e gratitudine!

Resurrexi et adhuc tecum sum - Sono risorto e sono ancora e sempre con te”. Queste parole, tratte da un’antica versione del Salmo 138 (v. 18b), risuonano all’inizio dell’odierna Santa Messa. In esse, al sorgere del sole di Pasqua, la Chiesa riconosce la voce stessa di Gesù che, risorgendo da morte, si rivolge al Padre colmo di felicità e d’amore ed esclama: Padre mio, eccomi! Sono risorto, sono ancora con te e lo sarò per sempre; il tuo Spirito non mi ha mai abbandonato. Possiamo così comprendere in modo nuovo anche altre espressioni del Salmo: “Se salgo in cielo, là tu sei, / se scendo negli inferi, eccoti. / … / Nemmeno le tenebre per te sono oscure, / e la notte è chiara come il giorno; / per te le tenebre sono come luce” (Sal 138, 8.12). È vero: nella solenne veglia di Pasqua le tenebre diventano luce, la notte cede il passo al giorno che non conosce tramonto. La morte e risurrezione del Verbo di Dio incarnato è un evento di amore insuperabile, è la vittoria dell’Amore che ci ha liberati dalla schiavitù del peccato e della morte. Ha cambiato il corso della storia, infondendo un indelebile e rinnovato senso e valore alla vita dell’uomo.

Urbi et Orbi

“Sono risorto e sono ancora e sempre con te”. Queste parole ci invitano a contemplare Cristo risorto, facendone risuonare nel nostro cuore la voce. Con il suo sacrificio redentore Gesù di Nazareth ci ha resi figli adottivi di Dio, così che ora possiamo inserirci anche noi nel dialogo misterioso tra Lui e il Padre. Ritorna alla mente quanto un giorno Egli ebbe a dire ai suoi ascoltatori: “Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare” (Mt 11,27). In questa prospettiva, avvertiamo che l’affermazione rivolta oggi da Gesù risorto al Padre, - “Sono ancora e sempre con te” - riguarda come di riflesso anche noi, “figli di Dio e coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare alla sua gloria” (cfr Rm 8,17). Grazie alla morte e risurrezione di Cristo, pure noi quest’oggi risorgiamo a vita nuova, ed unendo la nostra alla sua voce proclamiamo di voler restare per sempre con Dio, Padre nostro infinitamente buono e misericordioso.

Entriamo così nella profondità del mistero pasquale. L’evento sorprendente della risurrezione di Gesù è essenzialmente un evento d’amore: amore del Padre che consegna il Figlio per la salvezza del mondo; amore del Figlio che si abbandona al volere del Padre per tutti noi; amore dello Spirito che risuscita Gesù dai morti nel suo corpo trasfigurato. Ed ancora: amore del Padre che “riabbraccia” il Figlio avvolgendolo nella sua gloria; amore del Figlio che con la forza dello Spirito ritorna al Padre rivestito della nostra umanità trasfigurata. Dall’odierna solennità, che ci fa rivivere l’esperienza assoluta e singolare della risurrezione di Gesù, ci viene dunque un appello a convertirci all’Amore; ci viene un invito a vivere rifiutando l’odio e l’egoismo e a seguire docilmente le orme dell’Agnello immolato per la nostra salvezza, a imitare il Redentore “mite e umile di cuore”, che è “ristoro per le nostre anime” (cfr Mt 11,29).

Fratelli e sorelle cristiani di ogni parte del mondo, uomini e donne di animo sinceramente aperto alla verità! Che nessuno chiuda il cuore all’onnipotenza di questo amore che redime! Gesù Cristo è morto e risorto per tutti: Egli è la nostra speranza! Speranza vera per ogni essere umano. Oggi, come fece con i suoi discepoli in Galilea prima di tornare al Padre, Gesù risorto invia anche noi dappertutto come testimoni della sua speranza e ci rassicura: Io sono con voi sempre, tutti i giorni, fino alla fine del mondo (cfr Mt 28,20). Fissando lo sguardo dell’animo nelle piaghe gloriose del suo corpo trasfigurato, possiamo capire il senso e il valore della sofferenza, possiamo lenire le tante ferite che continuano ad insanguinare l’umanità anche ai nostri giorni. Nelle sue piaghe gloriose riconosciamo i segni indelebili della misericordia infinita del Dio di cui parla il profeta: Egli è colui che risana le ferite dei cuori spezzati, che difende i deboli e proclama la libertà degli schiavi, che consola tutti gli afflitti e dispensa loro olio di letizia invece dell’abito da lutto, un canto di lode invece di un cuore mesto (cfr Is 61,1.2.3). Se con umile confidenza ci accostiamo a Lui, incontriamo nel suo sguardo la risposta all’anelito più profondo del nostro cuore: conoscere Dio e stringere con Lui una relazione vitale, che colmi del suo stesso amore la nostra esistenza e le nostre relazioni interpersonali e sociali. Per questo l’umanità ha bisogno di Cristo: in Lui, nostra speranza, “noi siamo stati salvati” (cfr Rm 8,24).

Quante volte le relazioni tra persona e persona, tra gruppo e gruppo, tra popolo e popolo, invece che dall’amore, sono segnate dall’egoismo, dall’ingiustizia, dall’odio, dalla violenza! Sono le piaghe dell’umanità, aperte e doloranti in ogni angolo del pianeta, anche se spesso ignorate e talvolta volutamente nascoste; piaghe che straziano anime e corpi di innumerevoli nostri fratelli e sorelle. Esse attendono di essere lenite e guarite dalle piaghe gloriose del Signore risorto (cfr 1 Pt 2,24-25) e dalla solidarietà di quanti, sulle sue orme e in suo nome, pongono gesti d’amore, si impegnano fattivamente per la giustizia e spargono intorno a sé segni luminosi di speranza nei luoghi insanguinati dai conflitti e dovunque la dignità della persona umana continua ad essere vilipesa e conculcata. L’auspicio è che proprio là si moltiplichino le testimonianze di mitezza e di perdono!

Cari fratelli e sorelle, lasciamoci illuminare dalla luce sfolgorante di questo Giorno solenne; apriamoci con sincera fiducia a Cristo risorto, perché la forza rinnovatrice del Mistero pasquale si manifesti in ciascuno di noi, nelle nostre famiglie, nelle nostre città e nelle nostre Nazioni. Si manifesti in ogni parte del mondo. Come non pensare in questo momento, in particolare, ad alcune regioni africane, quali il Darfur e la Somalia, al martoriato Medioriente, e specialmente alla Terrasanta, all’Iraq, al Libano, e infine al Tibet, regioni per le quali incoraggio la ricerca di soluzioni che salvaguardino il bene e la pace! Invochiamo la pienezza dei doni pasquali, per intercessione di Maria che, dopo aver condiviso le sofferenze della passione e crocifissione del suo Figlio innocente, ha sperimentato anche la gioia inesprimibile della sua risurrezione. Associata alla gloria di Cristo, sia Lei a proteggerci e a guidarci sulla via della fraterna solidarietà e della pace. Sono questi i miei auguri pasquali, che rivolgo a voi qui presenti e agli uomini e alle donne di ogni nazione e continente a noi uniti attraverso la radio e la televisione. Buona Pasqua!

BENEDICTUM XVI

In una Basilica affollata di fedeli provenienti da tutta l’Arcidiocesi di Benevento, S.Ecc. Mons. Andrea Mugione ha presieduto la celebrazione della Messa crismale, momento quanto mai importante per la vita di ogni comunità diocesana che, raccolta attorno al suo Pastore, rinsalda la propria unità e la propria fedeltà a Cristo, unico Sommo ed Eterno Sacerdote.

Insieme all’Arcivescovo più di 130 sacerdoti hanno concelebrato la solenne Eucarestia, in cui sono stati benedetti gli olii per la celebrazione dei Sacramenti: l’olio dei catecumeni, l’olio dei malati e il sacro crisma.

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