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30 Marzo 2011 – Auditorium Scuola Primaria ore 17,00

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Web Radio Tv  Kiriaco

http://www.ustream.tv/channel/live-kiriaco

 

di Gabriele Pastore

Si è spento questa mattina, all’ospedale civile “Rummo” di Benevento, all’età di 82 anni Mons. Carmelo Tommaselli. Originario di Foglianise, ha sempre svolto la sua attività pastorale all’interno della Diocesi di Benevento, infatti, dopo i primi due anni dall’ordinazione trascorsi a Pietrastornina, fu chiamato in Curia da Sua Ecc. Mons. Agostino Mancinelli. Nato a Foglianise il 31 Marzo 1928 è stato ordinato il 13 Luglio 1952 sempre per mano di Mancinelli; dal 1982 al 2006 è stato per ben 24 anni l’economo della diocesi assistendo al passaggio dei diversi arcivescovi Calabria, Minchiatti, Sprovieri ed infine Mugione. Numerosi gli incarichi e le onorificenze: il 30 aprile 2001 è stato insignito del titolo onorifico di Prelato d’onore di Sua Santità da parte di Papa Giovanni Paolo II; è stato Canonico del Capitolo Metropolitano, Economo Emerito della Diocesi e Assistente ecclesiastico del Centro Volontari della Sofferenza di Benevento. Una grave perdita per l’Arcidiocesi raccolta in preghiera con l’Arcivescovo Mugione, che domani nella Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli detta del Carmine (Madonna alla quale Don Carmelo era molto devoto), presiederà la celebrazione eucaristica alle ore 15 con il Parroco di Foglianise Don Nicola Della Pietra e i numerosi religiosi che hanno affiancato il sacerdote nel corso del suo ministero. Nel manifesto della diocesi, l’episcopo scrive: “S. E. l’Arcivescovo e il Presbiterio diocesano, raccolti in fiduciosa preghiera annunciano il ritorno alla casa del Padre di Mons. Carmelo Tommaselli, Economo Emerito della Diocesi, ricordando la figura di un sacerdote secondo il cuore di Cristo, nell’esercizio del ministero sacerdotale, attento e rigoroso nel suo ufficio al servizio della Chiesa Beneventana. Il Signore conceda a lui il premio promesso ai suoi servi fedeli”.

di Gabriele Pastore

Il gruppo di donne in costume tradizionale, fondato in occasione della Sagra del Grano del 1975 dalla sig.ra Antonietta Raiola, attualmente guidato dalle giovani Eleonora Boffa e Lonia Catillo, sin dalla sua origine si è sempre posto nell’ottica delle iniziative promosse dalla Chiesa Cattolica e dal Papa nel corso degli anni (basti ricordare l’attenzione alla figura di San Paolo per l’Anno Paolino dello scorso anno, la Gmg, Maria Goretti, Padre Isaia etc.).
Questo speciale Anno che stiamo celebrando, dedicato al Sacerdozio, ci ricorda che la nostra comunità ha una gloriosa storia da raccontare, ricca di sante vocazioni sacerdotali, che sono state sicuramente fari luminosi nella Chiesa Universale. La piccola comunità, di quel Folius Oriens, di epoca romana, nel corso dei secoli ha potuto annoverare tra i suoi figli più illustri numerosi e santi Parroci, 10 vescovi ed un cardinale Carlo Maria Pedicini. Molti sono però i Parroci che, provenienti da altre realtà, hanno lasciato un seme di santità nella nostra cittadina. Tra questi basta ricordare Mons. Angelo Ferrara. Tra le vocazioni nate in questa terra e che ora dormono il sonno della pace, ricordiamo Don Alfonso Pedicini, Don Tommaso Boscaino, Don Luigi Sauchelli, Don Vito Pedicini, Don Domenico Palumbo, Don Luigi Pastore, Don Emilio Matarazzo, Padre Martino Mastrocinque, Padre Gerardo Pedicini, Padre Antonio Meoli, Padre Fernando Meoli, Padre Celestino Boscaino e Padre Isaia Columbro (stella luminosa del francescanesimo del Sannio e dell’Irpinia). Ma Tra i Vescovi che si sono distinti per la loro fama di santità non si può sorvolare sulle figure di Mons. Francesco Pedicini (1813 – 1886), Arcivescovo di Bari e Mons. Gioacchino Pedicini (1883 – 1980), Vescovo di Ariano Irpino e Avellino.
Il primo viene ricordato per aver benedetto le nozze dell’ultimo re di Napoli Francesco II con Maria Sofia di Baviera e per essere stato tra i protagonisti del Concilio Vaticano I.
Pio IX nutriva grande stima nel nostro vescovo tanto che diceva: “È uno dei Vescovi più dotti e più Santi di tutta la Chiesa!”.
Il secondo divenne celebre per le sue direttive politiche, il Sinodo organizzato nel 1956, il Congresso Eucaristico Diocesano del 1949, la sua partecipazione al Concilio Vaticano II e per i suoi tre grandi amori: l’Eucarestia, sintesi della sua vita di pietà; la Madonna, invocata continuamente; il Papa, in cui vedeva non il superiore, ma come diceva Santa Caterina, “il dolce Cristo in terra”.

Quel barlume di santità si avverte nelle parole che Don Emilio Matarazzo, altra preziosa vocazione di Foglianise, in una conferenza alla Pro Loco, utilizza per ricordare Mons. Francesco Pedicini: “Il Papa per Lui era tutto, non soltanto come capo della Chiesa, il Papa con tutte le sue diramazioni, con tutta la sua personalità, con tutti quanti i suoi contorni temporali, anche umani, anche storici. Lui era la tipica figura della devozione senza limiti e senza misura per il Papa; Lui vedeva Dio Padre, vedeva Gesù Salvatore, vedeva la Madonna e poi vedeva il Papa”. Il prelato continua evidenziando l’attaccamento a Foglianise e alla sua comunità ecclesiale: “Diceva nelle sue lettere: “Foglianise per me è come un nido; io quando passo sento la nostalgia e il calore di quel nido”. È rimasto nel cuore della gente. Quando morì tutti dicevano: “è morto un Santo, è morto un Santo”.

Di Mons. Gioacchino Pedicini scrisse D. Domenico Imbimbo: “Descrivere il curriculum di un Vescovo è difficilissimo, immaginiamo quanto sia arduo delineare quello di un Vescovo Santo a furor di popolo”. Quella fama di Santità si è decantata sempre nel corso della sua vita sia quando il 31 Luglio 1967, a seguito della rinunzia alla Diocesi di Avellino, il Sindaco Avv. Scalpati, rivolgendosi alla comunità di Foglianise disse: “Ci avete dato un Vescovo, vi abbiamo restituito un Santo”; sia quando il 14 Gennaio 1980, giorno della sua morte, la gente raccolta commossa in preghiera intorno alla bara diceva: “È morto un Santo”.

Un aneddoto legato alla vita del Vescovo di Avellino riguarda il Concilio Ecumenico Vaticano II e si legge nel suo diario: “2/12/1963 … Nel pomeriggio sono andato all’udienza concessa dal Santo Padre all’Episcopato nella Sala Clementina. Dopo la benedizione ha ammesso tutti i Vescovi al bacio della mano. Quando è arrivato il mio turno Gli ho detto: “Avellino” ed Egli subito ha detto: “Mons. Pedicini”. Alla mia meraviglia, poiché ricordava il mio nome , ha risposto: “Perché non dovrei ricordarla?”.

Possano essere questi “Santi Uomini di Dio” guide ed esempio per i Sacerdoti del nostro tempo.
Soprattutto i giovani, aspettano una tale guida. Il sacerdote può essere guida e maestro nella misura in cui diventa un autentico testimone!

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Ogni componente del gruppo porta un oggetto appartenente ai Parroci originari di Foglianise, o provienenti da altre realtà, che si sono succeduti alla guida della nostra comunità cristiana o che hanno svolto il loro apostolato presso altre Diocesi o Comunità Religiose.

Tali simboli sono di seguito riportati:
§ Pianeta ricamata in oro con stemma vescovile dal motto “Ignem veni mittere!” offerta alla Parrochia San Ciriaco di Foglianise dal Vescovo Mons. Gioacchino Pedicini, nonchè Parroco di Foglianise dal 1910 al 1915 e dal 1919 al 1932

§ Piviale utilizzato da Mons. Giuseppe Marotti, Parroco di Foglianise dal 1932 al 1938, per le numerose processioni e benedizioni eucaristiche

§ Ostensorio della Parrocchia di Foglianise utilizzato da Don Alfonso Pedicini, Parroco di Foglianise dal 1951 al 1983

§ Camice di Don Luigi Sauchelli

§ Calice donato da Mons. Gioacchino Pedicini alla Parrocchia di Foglianise in occasione del 25° di Episcopato

§ Anello canonicale di Mons. Angelo Ferrara, Parroco di Foglianise dal 1938 al 1951. Si tratta di un tipo di anello, usato presso i Capitoli delle Cattedrali. E’ a forma di scudo in cui si trova inciso il blasone del canonico o del capitolo oppure una effigie sacra. La presenza di questo anello è dovuta al fatto che Mons. Ferrara, fu per vari anni Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Benevento.
§ “Libro del Cannaruto” conservato presso l’Arciconfraternita del SS. Corpo di Cristo e S. Anna, redatto probabilmente da Domenico Rossi, originario di Foglianise, elevato da Papa Benedetto XIII a Vescovo di Volturara e Montecorvino. Il volume raccoglie la storia della Sagra del Grano e i conti della Festa dal 1730

§ Chronicon di Mons. Gioacchino Pedicini, di Mons. Giuseppe Marotti e di Mons. Angelo Ferrara consistenti in vere e proprie cronache dell’epoca, caratterizzate da un certo gusto per la narrazione e da una ricchezza di dettagli e notizie, quasi sempre controllate, da cui, è stato possibile trarre molte preziose informazioni sulla vita quotidiana e la mentalità del tempo.

§ Lettere di Mons. Francesco Pedicini alla Comunità di Bari e di Foglianise (XIX sec.)

§ Testi poetici traboccanti di teologia composti dal “mistico” Vescovo Francesco Pedicini tra i quali spiccano versi ispirati alla Madonna e inni a San Rocco, a San Michele Arcangelo, alla Vergine del Monte Carmelo, alla Regina del Rosario e a S. Nicola

§ Carta-glorie conservate presso la Cappella di San Rocco ed utilizzate fino al 1960 ca. dai parroci di Foglianise e che permettevano al celebrante di leggere particolari preghiere fisse che venivano ospitate entro cornici più o meno artistiche appoggiate alla mensa eucaristica

§ Missale Romanum di San Pio V utilizzato dai Parroci di Foglianise fino al 1970. Nel 2007 Papa Benedetto ha consentito l’uso di questo Messale

§ Quadro raffigurante Mons. Gioacchino Pedicini con Papa Giovanni XXIII in una sua Visita “ad limina apostolorum” in Vaticano

§ Quadro che ritrae da sinistra: Mons. Angelo Ferrara, Don Tommaso Boscaino, Mons. Gioacchino Pedicini e Don Alfonso Pedicini

§ Volume biografico redatto da Padre Domenico Tirone dal titolo: “Padre Isaia Columbro da Foglianise – Il frate dell’Accoglienza”. Per P. Isaia si attende l’avvio della Causa Canonica

§ Quadri raffiguranti i Sacerdoti sia nativi di Foglianise sia provenienti da altre realtà ma che hanno svolto il loro apostolato nella nostra comunità

§ Pianete utilizzate fino al Concilio Ecumenico Vaticano II

di Patrizia Cortini

Il Corpus Domini, istituito ufficialmente nel 1264 da papa Urbano IV, con lo scopo di celebrare la vera presenza di Cristo nell’Eucarestia, per la Chiesa è certamente la festa più importante. Un appuntamento fondamentale, per il percorso di fede e di testimonianza di ogni cristiano. È uso a Foglianise come in tante altre parti d’Italia, di portare in processione per le vie del paese il Corpo di Cristo, che viene ospitato di volta in volta in vari altari allestiti per l’occasione nei diversi quartieri. Il paese viene addobbato con lenzuola ai lati delle strade e con fiori soprattutto di ginestra. Altra usanza che si perpetua nel giorno del Corpus Domini, e che in paese ancora resiste al tempo, è l’esposizione dai balconi, per tutto il percorso della processione, di damaschi e coperte di seta che salutano il passaggio del Santissimo Sacramento.

Programma

Alle ore 12 di oggi, Solennità del Natale del Signore, dalla Loggia della Benedizione il Santo Padre Benedetto XVI rivolge il tradizionale Messaggio natalizio ai fedeli presenti in Piazza San Pietro e a quanti lo ascoltano attraverso la radio e la televisione.
Questo il testo del Messaggio del Santo Padre per il Natale 2008:

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE


Apparuit gratia Dei Salvatoris nostri omnibus hominibus” (Tit 2,11).


Cari fratelli e sorelle, con le parole dell’apostolo Paolo rinnovo il gioioso annuncio del Natale di Cristo: sì, oggi, “è apparsa a tutti gli uomini la grazia di Dio nostro Salvatore”!

E’ apparsa! Questo è ciò che la Chiesa oggi celebra. La grazia di Dio, ricca di bontà e di tenerezza, non è più nascosta, ma “è apparsa”, si è manifestata nella carne, ha mostrato il suo volto. Dove? A Betlemme. Quando? Sotto Cesare Augusto, durante il primo censimento, al quale fa cenno anche l’evangelista Luca. E chi è il rivelatore? Un neonato, il Figlio della Vergine Maria. In Lui è apparsa la grazia di Dio Salvatore nostro. Per questo quel Bambino si chiama Jehoshua, Gesù, che significa “Dio salva”.

La grazia di Dio è apparsa: ecco perché il Natale è festa di luce. Non una luce totale, come quella che avvolge ogni cosa in pieno giorno, ma un chiarore che si accende nella notte e si diffonde a partire da un punto preciso dell’universo: dalla grotta di Betlemme, dove il divino Bambino è “venuto alla luce”. In realtà, è Lui la luce stessa che si propaga, come ben raffigurano tanti dipinti della Natività. Lui è la luce, che apparendo rompe la caligine, dissipa le tenebre e ci permette di capire il senso ed il valore della nostra esistenza e della storia. Ogni presepe è un invito semplice ed eloquente ad aprire il cuore e la mente al mistero della vita. E’ un incontro con la Vita immortale, che si è fatta mortale nella mistica scena del Natale; una scena che possiamo ammirare anche qui, in questa Piazza, come in innumerevoli chiese e cappelle del mondo intero, e in ogni casa dove è adorato il nome di Gesù.

La grazia di Dio è apparsa a tutti gli uomini. Sì, Gesù, il volto del Dio-che-salva, non si è manifestato solo per pochi, per alcuni, ma per tutti.

E’ vero, nella umile disadorna dimora di Betlemme lo hanno incontrato poche persone, ma Lui è venuto per tutti: giudei e pagani, ricchi e poveri, vicini e lontani, credenti e non credenti… tutti. La grazia soprannaturale, per volere di Dio, è destinata ad ogni creatura. Occorre però che l’essere umano l’accolga, pronunci il suo “sì”, come Maria, affinché il cuore sia rischiarato da un raggio di quella luce divina. Ad accogliere il Verbo incarnato, in quella notte, furono Maria e Giuseppe che lo attendevano con amore ed i pastori, che vegliavano accanto alle greggi (cfr Lc 2,1-20). Una piccola comunità, dunque, che accorse ad adorare Gesù Bambino; una piccola comunità che rappresenta la Chiesa e tutti gli uomini di buona volontà. Anche oggi coloro che nella vita Lo attendono e Lo cercano incontrano il Dio che per amore si è fatto nostro fratello; quanti hanno il cuore proteso verso di Lui desiderano conoscere il suo volto e contribuire all’avvento del suo Regno. Gesù stesso lo dirà, nella sua predicazione: sono i poveri in spirito, gli afflitti, i miti, gli affamati di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, gli operatori di pace, i perseguitati per la giustizia (cfr Mt 5,3-10). Questi riconoscono in Gesù il volto di Dio e ripartono, come i pastori di Betlemme, rinnovati nel cuore dalla gioia del suo amore.
Fratelli e sorelle che mi ascoltate, a tutti gli uomini è destinato l’annuncio di speranza che costituisce il cuore del messaggio di Natale. Per tutti è nato Gesù e, come a Betlemme Maria lo offrì ai pastori, in questo giorno la Chiesa lo presenta all’intera umanità, perché ogni persona e ogni umana situazione possa sperimentare la potenza della grazia salvatrice di Dio, che sola può trasformare il male in bene, che sola può cambiare il cuore dell’uomo e renderlo un’”oasi” di pace.
Possano sperimentare la potenza della grazia salvatrice di Dio le numerose popolazioni che ancora vivono nelle tenebre e nell’ombra di morte (cfr Lc 1,79). La Luce divina di Betlemme si diffonda in Terrasanta, dove l’orizzonte sembra tornare a farsi cupo per gli israeliani e i palestinesi; si diffonda in Libano, in Iraq e ovunque nel Medio Oriente. Fecondi gli sforzi di quanti non si rassegnano alla logica perversa dello scontro e della violenza e privilegiano invece la via del dialogo e del negoziato, per comporre le tensioni interne ai singoli Paesi e trovare soluzioni giuste e durature ai conflitti che travagliano la regione. A questa Luce che trasforma e rinnova anelano gli abitanti dello Zimbabwe, in Africa, stretti da troppo tempo nella morsa di una crisi politica e sociale che, purtroppo, continua ad aggravarsi, come pure gli uomini e le donne della Repubblica Democratica del Congo, specialmente nella martoriata regione del Kivu, del Darfur, in Sudan, e della Somalia, le cui interminabili sofferenze sono tragica conseguenza dell’assenza di stabilità e di pace. Questa Luce attendono soprattutto i bambini di quei Paesi e di tutti i Paesi in difficoltà, affinché sia restituita speranza al loro avvenire.

Dove la dignità e i diritti della persona umana sono conculcati; dove gli egoismi personali o di gruppo prevalgono sul bene comune; dove si rischia di assuefarsi all’odio fratricida e allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo; dove lotte intestine dividono gruppi ed etnie e lacerano la convivenza; dove il terrorismo continua a colpire; dove manca il necessario per sopravvivere; dove si guarda con apprensione ad un futuro che sta diventando sempre più incerto, anche nelle Nazioni del benessere: là risplenda la Luce del Natale ed incoraggi tutti a fare la propria parte, in spirito di autentica solidarietà. Se ciascuno pensa solo ai propri interessi, il mondo non può che andare in rovina.

Cari fratelli e sorelle, oggi “è apparsa la grazia di Dio Salvatore” (cfr Tt 2,11), in questo nostro mondo, con le sue potenzialità e le sue debolezze, i suoi progressi e le sue crisi, con le sue speranze e le sue angosce. Oggi, rifulge la luce di Gesù Cristo, Figlio dell’Altissimo e figlio della Vergine Maria: “Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo”. Lo adoriamo quest’oggi, in ogni angolo della terra, avvolto in fasce e deposto in una povera mangiatoia. Lo adoriamo in silenzio mentre Lui, ancora infante, sembra dirci a nostra consolazione: Non abbiate paura, “Io sono Dio, non ce n’è altri” (Is 45,22). Venite a me, uomini e donne, popoli e nazioni, venite a me, non temete: sono venuto a portarvi l’amore del Padre, a mostrarvi la via della pace.

Andiamo, dunque, fratelli! Affrettiamoci, come i pastori nella notte di Betlemme. Dio ci è venuto incontro e ci ha mostrato il suo volto, ricco di grazia e di misericordia! Non sia vana per noi la sua venuta! Cerchiamo Gesù, lasciamoci attirare dalla sua luce, che dissipa dal cuore dell’uomo la tristezza e la paura; avviciniamoci con fiducia; con umiltà prostriamoci per adorarlo. Buon Natale a tutti!


AUGURI DEL SANTO PADRE AI POPOLI E ALLE NAZIONI IN OCCASIONE DEL SANTO NATALE

Ai fedeli radunati in Piazza San Pietro e a quanti lo ascoltano attraverso la radio e la televisione, dopo il Messaggio natalizio “Urbi et Orbi” dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI invia l’augurio natalizio in 64 lingue:

A quanti mi ascoltano, rivolgo un cordiale augurio nelle diverse espressioni linguistiche:

italiano:
Buon Natale agli abitanti di Roma e dell’intera Italia! La grande festa della nascita di Cristo sia fonte di luce e di fiducia per la vita di tutti. In questo nostro tempo, segnato da una considerevole crisi economica, possa il Natale essere occasione di più grande solidarietà tra le famiglie e tra le comunità che compongono la cara Nazione italiana. Dalla povera e umile grotta di Betlemme si diffonda dappertutto la luce della speranza evangelica e risuoni l’annuncio che nessuno è estraneo all’amore del Redentore.

francese:
Heureuse et sainte fête de Noël ! Que le Christ Sauveur vous garde dans l’espérance et qu’il vous fasse le don de la paix profonde !

inglese:
May the birth of the Prince of Peace remind the world where its true happiness lies; and may your hearts be filled with hope and joy, for the Saviour has been born for us.

tedesco
Die Geburt Jesu Christi, des Erlösers der Menschen, erfülle Euer Leben mit tiefer Freude und reicher Gnade; sein Friede möge in Euren Herzen wohnen. Gesegnete und frohe Weihnachten!

spagnolo:
¡Feliz Navidad! Que la Paz de Cristo reine en vuestros corazones, en la familias y en todos los pueblos.

portoghese:
Feliz Natal para todos, e que a Luz de Cristo Salvador ilumine os vossos corações de paz e de esperança!

neerlandese:
Zalig en gelukkig Kerstmis.

lussemburghese:
Schéin Chreschtdag.

greco:

albanese:
Per shum vjet Krishtlindjen.

romeno:
Sărbători Fericite de Crăciun si Anul Nou.

ungherese:
Àldott Karácsonyt.

polacco:
Błogosławionych świąt Bożego Narodzenia.

ceco:
Narodil se vám Spasitel. Radujte se!

slovacco:
Milostiplné a radostné Viacočné Sviatky.

croato:
Sretan Božić, Isusovo Porođenje!

sloveno:
Božje Dete, naj vam podeli svoj blagoslov.

serbo:
Среħан Божиħ – Христос се роди!

serbo-lusazio:
Zohnowane hody! A zbožowne Nowe lěto!

bulgaro:
Честито Рождество Христово

macedone:
Нека ви е честит Божиу н Нова Година

bielorusso:
Viasíòłych kalàdnych Sviàtaû!

russo:
Сердечно поздравляю всех с Праздником
Рождества Христова

mongolo:

ucraino:
Веселих Свят з Різдвом
Христовим і Новим Роком!

lituano:
Linksmų šwentų Kaledų.

lettone:
Priecīgus Ziemsvētkus!

estone:
Häid joulupühi.

finlandese:
Hyvää Joulua.

svedese:
God Jul, Gott Nytt Àr.

islandese:
Gleðileg jól!

irlandese:
Nollaig shona dhaoibh go léir.

romanès:
Baxtalò Krečùno! Thaj Nevo berš!

maltese:
Il-Milied it tajjeb lill-poplu kollu ta’ Malta u ta’ G
ħawdex.

georgiano:

turco:
Noel bayramı kutlu olsun.

arabo:

etiopico-eritreo:

ebraico:

aramaico:

armeno:

suahili:
Heri kwa noeli na baraka nyingi kwa mwaka mpya.

kirundi e kinyarwanda:
Gumya umutima mu mahoro! Noeli nziza!

malgascio:
Arahaba tratrin’i Noely.

hindi:

tamil:

malayalam:

bengalese:

birmano:

urdu (Pakistan):

cinese:

giapponese:

coreano:

vietnamita:
Chúc mùng giáng sinh.

singalese:

tailandese:

indonesiano:
Selamat Hari Natal.

cambogiano:

filippino:
Malygayang pasko at manigong bagong taon.

maori:
Meri Kirihimete.

samoano:
Ia manuia le Kirisimasi.

esperanto:
Dibenitan Kristnaskon kaj prosperan novjaron.

guaraní:
Ko navidad árape che maitei ame’
ê peême.

latino:
Apparuit gratia Dei Salvatoris nostri omnibus hominibus!